News

Varzo - 06/07/2021

Oratori

INTRODUZIONE

 

L'Associazione ha in questi giorni portato a termine il progetto di valorizzare una parte preziosa del proprio patrimonio storico – gli oratori – con la posa di pannelli illustrativi, visibili nella cartella allegata.

L'Associazione è grata al fu Don Tullio Bertamini e a Don Fausto Lincio, per le ricerche e le immagini su cui si fonda il nostro lavoro.

 

“Lungo i secoli, dopo l’istituzione delle parrocchie, man mano che i piccoli nuclei abitati della valle Divedro crescevano e si trasformavano in frazioni, appare in ciascuno di esse un segno sacro. All’inizio si trattava di un’immagine affrescata sul muro di una casa o di una cappella di piccole dimensioni, all’interno del tessuto abitato, talvolta in vicinanza di un abbeveratoio, di un forno o del “pasquè”, luogo di raccolta delle capre.

Inizialmente la cappella o l’oratorio si presentano completamente aperti, tutt’al più chiusi da una cancellata perché non possano entrarvi gli animali. In seguito si chiude ma si ha cura di aprire, ad altezza d’uomo, due finestre attraverso le quali si possa vedere l’immagine del Santo oggetto di devozione: sono le cosiddette finestre devozionali che spesso hanno anche un gradino in sasso che ha funzione di inginocchiatoio” *

 

La diffusione di questi edifici religiosi è dovuta al risveglio religioso promosso dal Concilio di Trento, indetto per rinnovare la vita della Chiesa e per reagire contro l’eresia protestante.

Quando gli abitanti aspirano ad avere un oratorio sanno di dover rispettare delle regole stabilite dalle autorità ecclesiastiche. La comunità locale deve essere in grado di costruire un edificio dignitoso provvisto di tutti gli arredi prescritti e che la sua dote sia sufficiente per la celebrazione di almeno dodici Messe all’anno, deve avere una sua amministrazione, di cui sono responsabili uno o due fabbricieri con l’obbligo di rendere conto al Parroco o al Vescovo del proprio operato.

Quando le offerte sono abbondanti l’oratorio si dota di beni immobili, di capitali e può anche svolgere funzione di banca e di assistenza ai poveri. In qualche caso può anche essere chiamato a contribuire alle necessità della Chiesa parrocchiale.

Le vicende legate alla parentesi napoleonica hanno, con il tempo, privato gli oratori dei beni che possedevano, assorbiti dal comune o venduti forzosamente.

Dei diciassette oratori del nostro territorio alcuni si trovano in frazioni ormai poco abitate, questo ha favorito l’opera dei ladri che hanno saccheggiato, asportando tele, statue lignee e arredi. Per contrastare il degrado naturale che questi centenari edifici subiscono, sono sorti comitati spontanei che si mobilitano con iniziative varie per raccogliere fondi da destinare alla manutenzione e, in qualche caso, al restauro degli arredi.

Un tempo la festa del santo cui è dedicato ciascun oratorio si teneva nel giorno che gli corrispondeva nel calendario liturgico, ora c’è una elasticità nella scelta della data che spesso non cade proprio nello stesso giorno. L’oratorio di Coggia dedicato all’Assunzione di Maria festeggia sempre il 15 agosto.

 

 

“Gli Oratori sono beni che appartengono alla comunità ed alla sua storia e meritano di essere conservati e valorizzati per quelle funzioni sociali ancora importanti che continuano a proporre. E’ quindi giusto impegno per chi vuole scrivere la storia, non limitarsi al solo elenco di essi, ma, quando è possibile, attraverso l’opportuna documentazione, chiarirne l’origine, la funzione religiosa e civile, ed illustrarne i valori devozionali, artistici e storici per salvarli dall’incuria e dalla fragile memoria del mondo moderno. *

 

* Da Tullio Bertamini “Storia di Varzo della Valle Divedro”

 

- 21/05/2015

Mostra sulla Grande Guerra

In occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, L'Associazione, in collaborazione con la Biblioteca "Prof.Andrea Bertocchi", dopo un lungo lavoro di ricerca, raccolta e catalogazione, è onorata di presentare la mostra "C'ERO ANCH'IO", per salvare la memoria dei sacrifici, degli oscuri eroismi e delle tragedie che hanno segnato la storia di tante famiglie della nostra valle.

Un ringraziamento particolare, per l'energia profusa, la competenza e l'entusiasmo a Donato Tacchi, Renata Ciceri e Mario Zacchetti, e al prof. Pier Antonio Ragozza per la consulenza storica e la relazione inaugurale.

La sheda sintetica del materiale e della documentazione in esposizione è visibile nell'archivio pubblicazioni.

- 28/03/2015

Mostra fotografica e presentazione di "Pasolini la voce che non si spegne"

L'Associazione ha collaborato all'organizzazione di una trilogia dedicata a Pasolini, nel quarantesimo anniversario della morte

- Presentazione del libro di Giuseppe Possa e Giorgio Quaglia "Pasolini la voce che non si spegne"

- Mostra fotografica dal set del film "Il Vangelo secondo Matteo"

- Proiezione del film