Pubblicazioni

- 23/05/2015
di A.T.P.S.V.D.

Mostra "C'ero anch'io" Valdivedrini al fronte e nelle retrovie 1915- 1918 scheda contenuti

Contenuti mostra "C'ero anch'io" {DIDAscheda mostra{/DIDA}

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N°16 - 01/12/2014
di A.T.P.S.V.D.

Arte alla Torre

Nel corso del 2014 si sono tenute presso la Torre Medioevale di Varzo una serie di mostre d'arte dedicate al nostro territorio. Il primo evento è stato, all'inizio dell'anno, la mostra "Liebes Varzo", in cui la pittrice svizzera Heidi Weiss ha esposto le sue opere ispirate alle luci, ai colori e alle atmosfere della valle Divedro. L'evento successivo, svoltosi tra maggio e giugno, è stato "Il disegno degli scultori", raccolta di disegni realizzati come "studi preparatori" alle opere di un gruppo di scultori tra i più rappresentativi di questo inizio secolo e di quello passato. Infine, ad agosto, la Torre ha ospitato le opere del pittore Lucio Maffei, nella mostra dal titolo "Dal Lago Maggiore all'Alpe Veglia". Di seguito, le locandine dei 3 eventi.

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Art. N°15 - 19/11/2013
di A.T.P.S.V.D

Usi e costumi - seconda parte

Santo Natale Per la Messa di mezzanotte nella Chiesa di San Giorgio di Varzo, veniva acceso il lampadario della navata centrale con cinquanta candele. L’organo intonava il Kyrie. Le campane suonavano a festa per portare la buona notizia. I bimbi mettevano sul davanzale della finestra un bicchiere di vino per San Giuseppe, una scodella di crusca per l’asino di Gesù e il piatto per i loro doni. Quest’ultimo consistevano sempre in nocciole, noci, mele, castagne e a volte anche qualche biscotto o una bambola di pezza; se non lasciava nulla, pazienza! Gesù era passato e forse essendo povero anche lui, non aveva potuto far altro che scaldarsi le mani al tepore del camino per poi riprendere il suo viaggio. Era un mondo fatto di povertà e di privazioni, ma anche di gioia, di amicizia e fraternità, ed in questo clima si viveva la venuta di Cristo, nella semplicità del mondo agreste. ...

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Art. N°14 - 19/11/2013
di A.T.P.S.V.D

Usi e costumi - prima parte

Le Processioni Tra le antiche tradizioni popolari delle popolazioni di questa valle sono da includere le processioni, che hanno sempre suscitato in tutto il territorio montano una intensa partecipazione popolare. Già nel passato il popolo cristiano dava luogo a imponenti processioni, talvolta accompagnate da indulgenze. Questo succedeva non solo nelle domeniche o nelle solennità contemplare dalla liturgia ma anche in occasioni inventate dall’uomo stesso per il desiderio di partecipare al culto. Le processioni erano vissute con intensità dai fedeli e quanto erano più conosciute tanto erano più sontuose, prolungate, quasi esagerate. Tanto è vero che anche la Chiesa dopo il Concilio di Trento, aperto nel 1545 e chiuso nel 1563, prospettò di correggere queste manifestazioni religiose, ma il popolo contadino le portò avanti ancora per molti anni. Nella Diocesi di Novara , a cui...

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Art. N°13 - 19/11/2013
di A.T.P.S.V.D

I torchi

Prima di parlare dei torchi facciamo un breve accenno sulla coltivazione, in questa valle, della vite e dei frutti a cui questi attrezzi sono legati. La viticoltura si pensa sia stata portata in Ossola dai Romani. Inizialmente volta a soddisfare il fabbisogno locale, ha avuto un decisivo sviluppo in epoca napoleonica, grazie alla costruzione della strada carrozzabile del Sempione che favorì l’esportazione verso la vicina Svizzera. Quella divedrina è una viticoltura di montagna, difficile, poco economica ed estrema; fattori questi che hanno indotto molti viticoltori ad abbandonare la vigna. Altre cause di abbandono sono state pure la filossera (malattia della vite) alla fine dell’800, il dazio doganale sugli alcoolici praticato dal Vallese e l’industrializzazione dei primi del ‘900 con il conseguente abbandono delle campagne. Le viti in questa vallata le scorgevamo...

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