Pubblicazioni

Art. N°7 - 19/11/2013
di A.T.P.S.V.D

Storia del mancato invaso idroelettrico dell'alpe Veglia

Già nei primi del novecento fu presa in considerazione la costruzione di uno sbarramento all’alpe Veglia, l’Alp per i valdivedrini, che avrebbe dovuto cancellare tutto il pascolo per lasciar posto ad un lago artificiale di immense dimensioni. In Ossola esempi di tale tipo nasceranno un po’ ovunque (Agaro anno1938) al fine di sopperire alla crescente richiesta di energia idroelettrica. Nel 1920 la società Dinamo, che possedeva la concessione di sfruttamento delle acque del torrente Cairasca e del fiume Diveria , inoltra richiesta al Ministero per ottenere l’opportunità di costruire un bacino idroelettrico con relativa diga all’alpe Veglia. Nel settembre del 1921 i comuni di Varzo e di Trasquera , allo scopo di scongiurare una sciagura di tali proporzioni, si esprimono sfavorevolmente alla costruzione del bacino idroelettrico. A tal proposito l’ allora sindaco Agnesetta Cav....

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Art. N°6 - 19/11/2013
di A.T.P.S.V.D

I due ponti di Varzo centro

Nel 1889, regnando in Italia Umberto I° di Savoia, il comune di Varzo di cui era sindaco Allasia Gabriele decide la costruzione di un ponte sul Rio di Varzo per ovviare al sempre più crescente sviluppo commerciale della valle e alle esigenze dettate dal progresso. Tale collegamento doveva servire alla connessione delle due strade carreggiabili obbligatorie che mettevano in comunicazione il centro del paese al Sasso Fantino e lo stesso centro con la frazione Bertonio passando per Alneda e Fontana. Già dai tempi remoti esisteva un ponte fabbricato interamente in legno sul Rio, ma di dimensioni ridotte e sempre gravato da continue manutenzioni. La comunità di Varzo decide allora con lungimiranza di erigere un opera più duratura, per ovviare all’aumentato traffico commerciale e più idonea ai nuovi mezzi di trasporto. Viene dato incarico al geometra Castelli Augusto di Varzo per la...

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Art. N°5 - 19/11/2013
di A.T.P.S.V.D

Storia della Galtarossa e delle cave di Ciamporino

Settembre 1913, l’impresa Diana inizia la costruzione di una fabbrica di carburo che una Società Veronese intende innalzare in prossimità della stazione di Varzo. La nascita di questa fabbrica non fu senza ostacoli data la divisione della popolazione e degli amministratori del Comune di Varzo in fautori dell’industrializzazione e dei posti di lavoro e coloro che invece prediligevano un paese più orientato al turismo del luogo ed alla salubrità dell’aria, messa a dura prova da un industria di tale dimensione. Dopo varie discussioni e diverbi nel 1913 si installò a Varzo, nella zona di confluenza del torrente Cairasca con il Diveria, la Società Fratel¬li Galtarossa di Verona, specializzata nella fabbricazione del carburo di calcio, che utilizzava dal fiume Diveria, attraverso la centrale della Dinamo, una forza idraulica di oltre 200 cavalli e che per molti decenni divenne un punto...

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Art. N°4 - 19/11/2013
di A.T.P.S.V.D

I forni

I forni a legna, come le fontane e i mulini, erano parte integrante della vita sociale dei paesi di montagna. Esistevano in numero considerevole e potevano essere forni privati o comunitari. In ogni frazione di Varzo esisteva almeno un forno a legna, di varie dimensioni, ma generalmente di fattura somigliante, edificato in sasso con volta interna di materiale refrattario, copertura in piode ed una bocca sulla parte anteriore dalla quale veniva introdotta la legna e in seguito il pane, dopo aver tolto la cenere. La temperatura veniva portata a circa 300 gradi ed il pane rimaneva nella camera di cottura per un’ora. L'utilizzo dell'alimentazione a legna conferiva al prodotto finito la durata nel tempo e il gradevolissimo profumo. Il pane veniva confezionato con farine diverse , ma soprattutto con farina di segale a cui, nei periodi di scarsità venivano aggiunte crusca e altre farine...

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Art. N°3 - 19/11/2013
di A.T.P.S.V.D

I cimiteri

Ci è parso interessante affrontare, in un contesto di storia urbana del nostro paese, delle aree cimiteriali e dei luoghi che furono identificati per la costruzione dei cimiteri. Iniziamo coll’introdurre una breve storia delle sepolture nell’arco della storia. La Roma antica anticipa i caratteri del cimitero moderno, almeno sotto due aspetti: il seppellimento all’esterno delle mura cittadine e la costruzione di tombe "individualiste". Nell’antica Roma, infatti, i morti venivano seppelliti fuori del porncrium, il recinto sacro della città, e questo ha portato alla realizzazione di tombe allineate ai bordi delle strade consolari. Tutti avevano il loro loculus (luogo di sepoltura) individuale e vigevano regole che, anche se non scritte, avevano un controllo statale. Singoli e famiglie espongono nel loro sepolcro il loro raggiunto benessere economico, la loro professione, il...

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